Dr.ssaRoberta Manzin
Psicologa Psicoterapeuta

Cosa Vuole Dire

PSICOLOGO
laureato in Psicologia che può offrire “un sostegno”; la laurea è quinquennale e i sottoindirizzi non permettono una “specializzazione” ma una settorialità di conoscenza. Il campo di intervento –solo con la laurea- è pertanto limitato. Minimo denominatore comune resta l’iscrizione all’Albo degli Psicologi della Regione in cui lo psicologo risiede.

PSICOTERAPEUTA
specializzazione post universitaria; può offrirla sia il medico specializzato in psichiatria, sia lo psicologo. La specializzazione è pluriennale, varia a seconda dell’indirizzo teorico di riferimento e ha lo scopo del “cambiamento”. Con questo titolo (serve sempre l’iscrizione ad un Albo, questa volta degli Psicoterapeuti), lo psicoterapeuta amplia il campo di interazione e azione e può fornire una valutazione della situazione al fine di costruire una “diagnosi” e disporre di ipotesi che possono “curare”. Per uno psicoterapeuta sistemico la “diagnosi, la cura” sono messe tra parentesi dato che contempla questi aspetti in modo diverso (si rimanda alla spiegazione specifica) da come sono espressi nell’epistemologia psichiatrica.

PSICOTERAPEUTA SISTEMICO o FAMILIARE
è lo psicologo che ha fatto una specializzazione quadriennale in teoria sistemica. L’attenzione è per la relazione, per cui uno dei pregiudizi cardine dei terapeuti sistemici (diceva Cecchin) “è l’idea che non c’è niente al di fuori della relazione”. L’osservazione delle relazioni diventa sia la risorsa principale dei clienti sia la cosiddetta “cornice” che spiega quello che si osserva e che accade. Il colloquio assomiglia ad una “conversazione” comune: la differenza sta nell’utilizzo di domande che aiutano a esplorare, a creare, a costruire letture alternative nell’affrontare il cosiddetto problema o sintomo. E’ fondamentale la collaborazione tra terapeuta e cliente (tra l’altro in tutte le psicoterapie) e la conversazione tra loro viene definita una vera conversazione tra esperti: il primo, di un metodo e il secondo della propria storia e del proprio problema.

PSICOSOMATICA
è una posizione teorica che legge le problematiche espresse nel corpo secondo un codice psicologico; generalmente le persone con problematiche psicosomatiche sono pensate “alessitimiche” per la difficoltà a permettere linguaggi emotivi. In genere, queste persone chiedono aiuto quando non hanno più funzionali soluzioni farmacologiche.

CONSULENZA
coincide con l’ideazione, durante il colloquio, di una progettualità. Nella consulenza emerge la difficoltà e il terapeuta-consulente aiuta chi chiede aiuto ad una possibile lettura per proporre poi un eventuale “differenza” . La consulenza da cui parto di fronte ad una richiesta, si articola in tre incontri, in cui, a seconda della motivazione e della richiesta stessa, e della valutazione effettuata, raccolgo informazioni e definisco un progetto di intervento comune; in tal caso si apre un ciclo di incontri successivi, con un intervallo di tempo tra una seduta e l’altra, sempre più distanziato, proprio per valorizzare le risorse del cambiamento del cliente.
La richiesta può riguardare vari tipi di problemi. Essi possono riguardare l’espressione specifica individuale, come ad esempio difficoltà di gestire l’ansia, la depressione, reazioni psicosomatiche, comportamenti scolastici poco funzionali, crisi legate all’evoluzione, sofferenze emotive; e/o problematiche più relazionali quali crisi di coppia, difficoltà di relazione tra figli e genitori, difficoltà comunicative.

ATTIVITA’ DI GRUPPO
si organizzano - presso lo studio - gruppi di 6-8 persone interessate ad interagire su difficoltà precise. Possono riguardare argomenti “genitoriali” , “adolescenziali” oppure legati a sintomi, come ad es. l’ansia, la depressione, la fame emotiva. L’operatore suddivide l’attività in tre tempi: un primo, di informazione psicoeducativa, un secondo di esperienze circolari dei partecipanti, infine la costruzione , assieme ai partecipanti stessi, della possibile soluzione. Molti di questi gruppi sono condivisi in equipe.

EVENTI
le idee e le attività, i contatti e le difficoltà. In questo caso della sottoscritta. Tutto ciò che la sottoscritta organizza o viene richiesta la sua partecipazione (compresi incontri pubblici) e le cose che “ha in testa” più semplicemente. Questa è la parte della possibile interazione: l’apertura a chi mi può suggerire ulteriori stimoli. Benvenuti in questo!